Codice fiscale: come si calcola, com'è fatto e a cosa serve
Il codice fiscale accompagna ogni persona che vive, lavora o ha rapporti economici in Italia. Compare sulla tessera sanitaria, sui contratti, sulle ricette mediche, sulle buste paga e su qualunque documento fiscale. Eppure quasi nessuno sa davvero da dove arrivano quei sedici caratteri. In questa guida li apriamo uno per uno: che cosa significa ogni blocco, come viene costruito, quali sono le regole meno intuitive, che cosa succede a chi è nato in un comune che non esiste più o in uno Stato che ha cambiato nome, e in quali casi il codice calcolato può non coincidere con quello attribuito ufficialmente.
Che cos'è il codice fiscale
Il codice fiscale è il codice alfanumerico che identifica in modo univoco ogni persona fisica nei rapporti con la pubblica amministrazione italiana. È stato introdotto negli anni Settanta con l'obiettivo di dare a ciascun contribuente un identificativo stabile, indipendente da omonimie e da cambi di residenza. La struttura oggi in uso è definita dal decreto del Ministero delle Finanze del 23 dicembre 1976.
La caratteristica più interessante è che non si tratta di un numero assegnato a caso. Il codice si deriva dai dati anagrafici. Cognome, nome, data di nascita, sesso e comune di nascita bastano a ricostruirlo interamente. È esattamente ciò che fa il calcolatore in cima a questa pagina, senza consultare alcun archivio e senza inviare nulla in rete.
Le persone giuridiche (società, associazioni, enti) hanno invece un codice fiscale numerico di undici cifre, che coincide di norma con la partita IVA e segue regole completamente diverse. Qui parliamo solo del codice fiscale delle persone fisiche.
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Sedici caratteri
Lettere e cifre ricavate per intero dai dati anagrafici, senza alcun numero assegnato a caso.
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Uno per tutta la vita
Cambia solo se cambiano i dati da cui deriva, oppure nei rari casi di omocodia.
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Calcolo pubblico
La formula è definita per legge: chiunque può ricostruirla, ma l'attribuzione resta dell'Agenzia.
I sedici caratteri, uno per uno
Il codice si legge come una sequenza di sette blocchi, ciascuno con un compito preciso. Prendiamo come esempio RSSMRA80A01H501U, cioè Mario Rossi, uomo, nato a Roma il 1º gennaio 1980.
| Posizione | Valore | Significato |
|---|---|---|
| 1–3 | RSS | Cognome |
| 4–6 | MRA | Nome |
| 7–8 | 80 | Anno di nascita |
| 9 | A | Mese di nascita |
| 10–11 | 01 | Giorno di nascita e sesso |
| 12–15 | H501 | Comune o Stato di nascita |
| 16 | U | Carattere di controllo |
Una conseguenza pratica di questa struttura. Il codice fiscale non è un dato neutro. Chi lo legge conosce già la tua data di nascita, il tuo sesso e il tuo comune di nascita, perché sono scritti dentro. Vale la pena ricordarlo prima di pubblicarlo o inviarlo a chi non ne ha davvero bisogno.
Come si ricavano le tre lettere del cognome
Si scorrono le lettere del cognome nell'ordine in cui compaiono e si prendono le prime tre consonanti. Rossi dà R, S, S. Bianchi dà B, N, C. Fin qui è semplice.
Le cose si fanno interessanti quando le consonanti non bastano. In quel caso si completano con le vocali, sempre nell'ordine originale e sempre dopo le consonanti. Aiello ha solo due consonanti, L e L: la terza posizione viene riempita dalla prima vocale, la A, e il risultato è LLA, non AIL. È un errore classico di chi prova a calcolare il codice a mente.
Se anche vocali e consonanti insieme non arrivano a tre lettere, si aggiunge la X come riempitivo, il cognome Fo diventa FOX. Spazi, apostrofi e accenti vengono ignorati, quindi De Luca viene trattato come DELUCA e produce DLC, mentre Nicolò produce NCL.
Perché il nome segue una regola diversa
Il nome parte dallo stesso principio, ma introduce un'eccezione che spiazza quasi tutti. Se il nome contiene quattro o più consonanti, non si prendono le prime tre: si prendono la prima, la terza e la quarta.
Francesco ha le consonanti F, R, N, C, S, C. Le prime tre sarebbero FRN, ma la regola impone F, N, C: il risultato è FNC. Giovanni ha G, V, N, N e diventa GNN, non GVN. Quando invece le consonanti sono tre o meno la regola torna identica a quella del cognome: Marco dà MRC, Luca ha solo L e C e viene completato con la prima vocale disponibile, la U, diventando LCU.
Chi ha più nomi anagrafici deve considerarli tutti insieme, nell'ordine in cui compaiono sull'atto di nascita, come se formassero un'unica parola: Anna Maria si tratta come ANNAMARIA, che ha quattro consonanti (N, N, M, R) e produce quindi NMR.
| Dato | Risultato | Perché |
|---|---|---|
| Rossi | RSS | Le prime tre consonanti, in ordine |
| Aiello | LLA | Due sole consonanti: la vocale chiude |
| Fo | FOX | Meno di tre lettere utili: si aggiunge la X |
| De Luca | DLC | Lo spazio si ignora: vale DELUCA |
| Nicolò | NCL | L'accento non conta |
| D'Amico | DMC | L'apostrofo si ignora come lo spazio |
| Mario | MRA | Nome con tre consonanti: come il cognome |
| Francesco | FNC | Sei consonanti: prima, terza e quarta |
| Giovanni | GNN | Quattro consonanti: si salta la V |
| Luca | LCU | Due consonanti più la prima vocale |
| Anna Maria | NMR | Due nomi, una sola parola: ANNAMARIA |
Data di nascita e sesso: due cifre, una lettera, due cifre
L'anno entra nel codice con le sue ultime due cifre soltanto. Chi è nato nel 1980 avrà 80, chi è nato nel 2004 avrà 04. Questo significa che il codice fiscale, da solo, non permette di distinguere il 1925 dal 2025: l'informazione sul secolo semplicemente non c'è.
Il mese è codificato da una lettera, secondo una sequenza che non segue l'alfabeto ma evita volutamente le lettere più facili da confondere.
| Mese | Lettera | Mese | Lettera |
|---|---|---|---|
| Gennaio | A | Luglio | L |
| Febbraio | B | Agosto | M |
| Marzo | C | Settembre | P |
| Aprile | D | Ottobre | R |
| Maggio | E | Novembre | S |
| Giugno | H | Dicembre | T |
Il giorno occupa due cifre e porta con sé anche l'informazione sul sesso. Per gli uomini si scrive il giorno così com'è, da 01 a 31. Per le donne si somma 40, quindi i valori vanno da 41 a 71. Una donna nata il 15 maggio avrà 55 in quelle due posizioni, un uomo nato lo stesso giorno avrà 15. Il meccanismo è elegante, non serve un campo dedicato al sesso, perché un valore superiore a 31 lo rivela da solo.
Il codice del comune di nascita
I quattro caratteri successivi identificano il luogo di nascita tramite il cosiddetto codice catastale o codice Belfiore: una lettera seguita da tre cifre, assegnata a ogni comune italiano. Roma è H501, Milano è F205, Napoli è F839, Torino è L219.
Questi codici non seguono una logica geografica evidente e non si possono indovinare. Vanno consultati. Il calcolatore in cima alla pagina contiene l'elenco completo (7.894 comuni italiani, tutti quelli esistenti oggi, non un campione dei più grandi) e accanto a ognuno mostra la sigla della provincia, così si vede subito se la voce scelta è quella giusta. Per i casi limite resta la casella del codice inserito a mano.
Un punto che genera spesso confusione: conta il comune di nascita, non quello di residenza. Chi è nato a Roma e vive a Milano da trent'anni ha comunque H501 nel proprio codice fiscale. E conta il comune, non la frazione: chi è nato all'ospedale di Mestre nel 1970 ha nel codice Venezia, perché Mestre non era più un comune autonomo.
Se il comune di nascita non esiste più
I comuni italiani non sono un elenco fermo. Si fondono, cambiano nome, vengono soppressi e a volte ricostituiti. Dal 2014 a oggi sono oltre centoquaranta le voci che hanno cambiato stato. Il codice fiscale, però, fotografa il momento della nascita: chi è nato in un comune poi soppresso conserva per sempre il codice di quel comune, non quello del comune che lo ha assorbito.
Abetone, in provincia di Pistoia, è un buon esempio: esisteva come comune autonomo con il codice A012 fino al 2016, quando si è fuso con Cutigliano dando vita ad Abetone Cutigliano. Chi è nato ad Abetone nel 1990 ha A012 nel proprio codice fiscale, e lo avrà per tutta la vita. Chi nasce oggi nello stesso territorio ha invece il codice del comune nuovo.
Per questo il nostro elenco non contiene solo i comuni attuali. Comprende anche 2.868 comuni soppressi o rinominati, cercabili con il nome che avevano allora. Accanto alla voce compare l'anno in cui il comune è stato soppresso, e se la data di nascita che hai inserito è successiva a quell'anno il calcolatore te lo segnala invece di produrre un codice sbagliato in silenzio: significa che stai cercando il nome antico di un luogo che, alla tua data di nascita, apparteneva già a un altro comune.
I comuni con due nomi
In Alto Adige, e in alcuni comuni del Friuli-Venezia Giulia e del Trentino, il nome ufficiale è doppio: Bolzano è anche Bozen, Bressanone è anche Brixen, Vipiteno è anche Sterzing. Sono 121 comuni in cui chi ci è nato spesso conosce e digita soltanto la versione tedesca o slovena del nome.
Il codice catastale, invece, è uno solo: Bolzano e Bozen sono entrambi A952. Nel calcolatore puoi cercare indifferentemente in italiano o in tedesco: Bozen, Brixen, Sterzing portano tutti alla voce giusta, e accanto al risultato compare l'altro nome, così sai sempre quale luogo hai selezionato.
Chi è nato all'estero
Per le persone nate fuori dall'Italia i quattro caratteri non indicano un comune ma lo Stato estero di nascita, con un codice che inizia sempre per Z: Z112 per la Germania, Z110 per la Francia, Z404 per gli Stati Uniti, Z210 per la Cina.
In questo caso non esiste una provincia italiana da indicare e nei moduli si usa la sigla convenzionale EE. Il resto del calcolo resta identico: cognome, nome, data e sesso seguono le stesse regole, e il carattere di controllo si calcola allo stesso modo. Nel calcolatore comuni e Stati esteri vivono nello stesso campo: cerchi il tuo paese come cercheresti un comune, e la sigla accanto alla voce (la provincia, oppure EE) ti dice subito quale delle due cose hai selezionato.
Un avvertimento che vale più di ogni altro per chi è nato fuori dall'Italia: conta lo Stato, non la città. Chi è nato a Parigi non deve cercare Parigi, ma Francia; chi è nato a Bucarest cerca Romania. Nel codice fiscale la città estera non compare in nessun modo.
Gli Stati che non esistono più
Anche la geografia politica cambia, e il codice fiscale conserva quella del giorno di nascita. Chi è nato a Sarajevo nel 1985 non è nato in Bosnia-Erzegovina. È nato in Jugoslavia, codice Z118. Chi è nato a Praga nel 1980 è nato in Cecoslovacchia, Z105. Chi è nato a Kiev nel 1975 è nato nell'Unione Sovietica, Z135. Quei codici non sono stati cancellati: restano validi per chi li ha nel proprio codice fiscale.
Si aggiunge un secondo ostacolo, tutto linguistico. L'archivio ufficiale registra alcuni Stati con nomi che nessuno usa nel parlato. Il Regno Unito è archiviato come «Gran Bretagna e Irlanda del Nord», i Paesi Bassi come tali e non come Olanda, la Repubblica Ceca come «Ceca Repubblica», il Kosovo con due S. Nel calcolatore puoi digitare il nome che conosci: Regno Unito, Inghilterra, Olanda, URSS, Kosovo, Repubblica Ceca portano tutti alla voce ufficiale corrispondente. L'elenco copre 294 Stati esteri, compresi quelli storici.
Il carattere di controllo: a cosa serve davvero
L'ultima lettera non aggiunge nessuna informazione anagrafica. È una cifra di controllo, calcolata a partire dai quindici caratteri precedenti, il cui unico scopo è intercettare gli errori di trascrizione.
Il procedimento assegna un valore numerico a ogni carattere, ma usa due tabelle diverse a seconda che la posizione sia dispari (la prima, la terza, la quinta e così via) oppure pari. I valori vengono sommati, si prende il resto della divisione per 26 e lo si converte in lettera: 0 corrisponde ad A, 1 a B, fino a 25 che corrisponde a Z.
Usare due tabelle distinte non è un capriccio. Se il valore dipendesse solo dal carattere e non dalla sua posizione, scambiare per errore due lettere adiacenti, uno degli errori di digitazione più comuni, lascerebbe la somma invariata e l'errore passerebbe inosservato. Con due tabelle, invece, quasi tutte le inversioni cambiano il risultato e vengono segnalate. È la stessa idea che sta dietro al codice IBAN e al numero delle carte di credito.
Nell'esempio i quindici valori sommano 98. Il resto di 98 diviso 26 è 20, e la ventunesima lettera dell'alfabeto inglese (si parte da A che vale 0) è la U. È il motivo per cui il codice di Mario Rossi finisce con U e non con un'altra lettera: non c'è nulla di arbitrario, e cambiando un solo carattere dei quindici precedenti cambia anche l'ultimo.
Come controllare un codice fiscale in dieci secondi
Non serve rifare tutto il conto per accorgersi che un codice è scritto male. Tre verifiche a occhio bastano nella maggior parte dei casi: i caratteri devono essere esattamente sedici; le posizioni 7, 8, 10, 11 e 13, 14, 15 devono contenere cifre (a meno di un'omocodia, vedi sotto); la nona posizione deve contenere una delle dodici lettere dei mesi, cioè A, B, C, D, E, H, L, M, P, R, S o T, e nessun'altra.
Se vuoi la verifica completa, il modo più rapido è ricalcolare: inserisci i dati anagrafici nel calcolatore qui sopra e confronta il risultato con il codice che hai davanti. Se coincide, il codice è formalmente corretto; se differisce, i sospetti in ordine di probabilità sono un errore nei dati inseriti, un secondo nome dimenticato, il comune di residenza al posto di quello di nascita e, per ultima, l'omocodia.
L'omocodia: quando due persone ottengono lo stesso codice
L'algoritmo comprime molte informazioni in pochi caratteri e, inevitabilmente, due persone diverse possono ottenere lo stesso risultato. Succede a chi condivide iniziali simili, sesso, data e comune di nascita. Il fenomeno si chiama omocodia.
Quando accade, l'Agenzia delle Entrate interviene sul secondo codice sostituendo una o più cifre con lettere, secondo una tabella di conversione fissa e partendo dalla cifra più a destra. Il risultato è un codice formalmente diverso ma altrettanto valido, che poi viene ricalcolato nel carattere di controllo finale.
| Cifra | 0 | 1 | 2 |
3 | 4 | 5 |
6 | 7 | 8 |
9 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Lettera | L | M | N |
P | Q | R |
S | T | U |
V |
Le cifre sostituibili sono le sette che derivano da data e luogo di nascita, quindi in teoria si possono generare fino a 127 varianti dello stesso codice di partenza. In pratica ne servono una o due: l'omocodia riguarda una frazione minima della popolazione, ma con oltre sessanta milioni di codici attribuiti qualche collisione è matematicamente inevitabile.
Questo spiega perché nessun calcolatore online, per quanto corretto, può garantire al cento per cento il codice effettivamente attribuito. La risoluzione dell'omocodia dipende da un archivio centrale che solo l'Agenzia possiede. Se il codice calcolato non coincide con quello sulla tua tessera sanitaria, l'omocodia è la spiegazione più probabile, subito dopo un errore nei dati anagrafici inseriti.
Che cosa si può leggere in un codice fiscale
Il codice fiscale funziona in una sola direzione. Dai dati anagrafici si ricava il codice; dal codice non si tornano a ricavare i dati per intero. Le tre lettere del cognome, per dire, sono compatibili con centinaia di cognomi diversi: RSS può venire da Rossi, Russo, Rossini, Rasi. Anche il nome funziona così.
Quello che invece si legge senza alcuno sforzo è il resto: la data di nascita (con l'ambiguità del secolo), il sesso e il comune o Stato di nascita. Sono informazioni personali che viaggiano insieme al codice ogni volta che lo scrivi in un modulo. Non è un dato segreto, compare su moltissimi documenti, ma non è nemmeno un identificativo anonimo: vale la pena non pubblicarlo su un profilo pubblico e non inviarlo a chi non ha un motivo chiaro per chiederlo.
Una precisazione tecnica che chiude il cerchio. Il codice fiscale non contiene alcuna informazione sulla residenza, sul reddito, sulla cittadinanza o sullo stato civile. Chi sostiene di poter risalire a questi dati partendo dai sedici caratteri sta semplicemente consultando un altro archivio.
Dove serve il codice fiscale
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Lavoro e contratti
Contratti di lavoro e di affitto, buste paga, fatture, apertura di una partita IVA.
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Salute e istruzione
Iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale, ricette mediche, scuola e università.
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Banca e servizi digitali
Conto corrente, mutui e assicurazioni, SPID e CIE, portali della pubblica amministrazione.
L'elenco è più lungo di quanto si immagini. Serve per aprire un conto corrente, firmare un contratto di lavoro o di affitto, iscriversi a scuola o all'università, registrarsi al Servizio Sanitario Nazionale, acquistare un'auto, stipulare un'assicurazione, ricevere una fattura, accedere ai servizi online della pubblica amministrazione tramite SPID o CIE.
Anche chi non è cittadino italiano ne ha bisogno: agli stranieri che soggiornano regolarmente in Italia il codice fiscale viene rilasciato dall'Agenzia delle Entrate o, in fase di ingresso, dallo Sportello Unico per l'Immigrazione. La procedura di calcolo è identica, cambia solo il codice del luogo di nascita.
Gli errori più frequenti nel calcolo manuale
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Le prime tre consonanti del nome
Quando ce ne sono quattro o più valgono la prima, la terza e la quarta, non le prime tre.
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Vocali messe prima delle consonanti
Nei cognomi corti le consonanti vengono comunque per prime. Da Aiello si ottiene LLA, non AIL.
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I 40 giorni dimenticati
Si sommano solo al giorno di nascita del sesso femminile, mai a quello maschile.
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Nascita confusa con residenza
Conta il comune in cui sei nato, che per molte persone non è quello in cui vive oggi.
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Secondo nome trattato come opzionale
Se compare sull'atto di nascita entra nel calcolo insieme al primo, come un'unica parola.
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Codice catastale sbagliato
Comuni dal nome simile hanno codici vicini ma diversi: Milano è F205, Milazzo è F206.
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Frazione invece del comune
Mestre, Marghera, Ostia non sono comuni: nel codice entrano Venezia e Roma.
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Nome antico di un comune fuso
Vale il nome che il comune aveva alla tua data di nascita, non quello di prima né quello di oggi.
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Città estera invece dello Stato
Per chi è nato fuori dall'Italia il codice indica il Paese: Francia, non Parigi.
Come ottenere il codice fiscale ufficiale
Il codice calcolato su questa pagina è corretto dal punto di vista formale, ma non sostituisce il documento. Il codice fiscale ufficiale viene attribuito dall'Agenzia delle Entrate ed è riportato sulla tessera sanitaria, che viene inviata automaticamente al domicilio e rinnovata alla scadenza.
Se hai smarrito la tessera puoi richiedere un duplicato dall'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate, oppure rivolgerti a un ufficio territoriale. Per i neonati il codice viene generato dal comune al momento della registrazione della nascita e trasmesso all'Agenzia, quindi non è necessario richiederlo.
Chi si trasferisce all'estero e si iscrive all'AIRE mantiene lo stesso codice fiscale: non cambia nulla, perché il codice dipende dalla nascita e non dalla residenza. Chi vive all'estero e ha bisogno di un duplicato della tessera può rivolgersi al consolato italiano competente.
Un'ultima nota su questo strumento. Il calcolo avviene interamente nel tuo browser: i dati che digiti non vengono inviati da nessuna parte, non finiscono in un log e non vengono salvati. L'elenco dei luoghi di nascita è costruito a partire dall'archivio dei codici catastali dell'Agenzia delle Entrate e viene riverificato periodicamente, perché, come hai letto, i comuni italiani cambiano ogni anno.
Domande frequenti sul codice fiscale
Il codice fiscale calcolato è valido a tutti gli effetti?
Il codice viene generato applicando l'algoritmo ufficiale previsto dal D.M. 23 dicembre 1976. È corretto dal punto di vista formale, ma solo l'Agenzia delle Entrate attribuisce il codice fiscale ufficiale. In rari casi di omocodia il codice attribuito differisce da quello calcolato.
Cos'è l'omocodia?
Si verifica quando due persone diverse generano lo stesso codice fiscale. In quel caso l'Agenzia delle Entrate sostituisce una o più cifre con lettere secondo una tabella di conversione, creando un codice alternativo univoco.
I miei dati vengono salvati o inviati a un server?
No. Il calcolo avviene interamente nel tuo browser tramite JavaScript. Nessun dato personale lascia il tuo dispositivo e nulla viene memorizzato.
Come si calcola il codice fiscale per chi è nato all'estero?
Per chi è nato all'estero i quattro caratteri del luogo di nascita corrispondono al codice dello Stato estero, che inizia sempre con la lettera Z. La provincia indicata è EE.
Perché per le donne il giorno di nascita è aumentato di 40?
È la regola prevista dalla norma per distinguere il sesso. Al giorno di nascita si sommano 40, quindi i valori vanno da 41 a 71 per il sesso femminile e da 01 a 31 per quello maschile.
Cos'è il codice catastale del comune?
È il codice identificativo di quattro caratteri (una lettera e tre cifre) assegnato a ogni comune italiano, ad esempio H501 per Roma e F205 per Milano. Se il tuo comune non compare nell'elenco puoi inserirlo manualmente.
Il codice fiscale può cambiare nel corso della vita?
Di norma no: resta lo stesso per tutta la vita. Viene modificato solo se cambiano i dati anagrafici da cui deriva, ad esempio dopo una rettifica del nome, del cognome o della data di nascita, oppure in caso di omocodia.
Il calcolatore funziona anche per i cittadini stranieri residenti in Italia?
Sì. L'algoritmo è lo stesso. Cambia solo il luogo di nascita, che per chi è nato fuori dall'Italia corrisponde al codice dello Stato estero.
Il mio comune di nascita è stato fuso con un altro: quale devo indicare?
Quello che esisteva alla tua data di nascita, con il codice che aveva allora. Le fusioni non modificano i codici già attribuiti: chi è nato ad Abetone nel 1990 conserva A012 anche dopo la nascita di Abetone Cutigliano. Nell'elenco del calcolatore trovi 2.868 comuni soppressi o rinominati, cercabili con il nome di allora e con l'anno di soppressione indicato accanto.
Sono nato a Mestre: devo scrivere Mestre o Venezia?
Dipende dall'anno. Mestre è stato comune autonomo fino al 1926, con il codice F159. Chi è nato prima usa quello. Chi è nato dopo la fusione ha nel codice fiscale Venezia, L736, perché Mestre è una frazione e non un comune. Lo stesso vale per Marghera, per Ostia rispetto a Roma e per tutte le altre frazioni. Nella ricerca puoi digitare direttamente il nome della frazione: «Mestre» propone Venezia, con la nota che Mestre ne fa parte, e subito sotto la voce storica valida fino al 1926.
Posso cercare il mio comune con il nome tedesco?
Sì. Per i 121 comuni con nome doppio dell'Alto Adige, del Friuli-Venezia Giulia e del Trentino la ricerca accetta entrambe le versioni: Bozen porta a Bolzano, Brixen a Bressanone, Sterzing a Vipiteno. Il codice catastale è lo stesso, perché il comune è lo stesso.
Sono nato in Jugoslavia o in URSS: quale codice si usa?
Quello dello Stato esistente alla data di nascita. Jugoslavia è Z118, Cecoslovacchia Z105, Unione Sovietica Z135: sono codici ancora validi per chi li ha nel proprio codice fiscale. Nel calcolatore puoi cercarli anche con i nomi correnti o con le sigle, per esempio URSS.
Sono nato all'estero: devo indicare la città o lo Stato?
Lo Stato. Il codice fiscale non contiene la città estera di nascita: chi è nato a Parigi cerca Francia, chi è nato a Bucarest cerca Romania. La provincia indicata nei moduli è la sigla convenzionale EE.
Come faccio a capire se un codice fiscale è scritto male?
Tre controlli rapidi: deve avere esattamente sedici caratteri; la nona posizione deve contenere una delle dodici lettere dei mesi (A, B, C, D, E, H, L, M, P, R, S, T); le posizioni 7, 8, 10, 11, 13, 14 e 15 contengono cifre, tranne nei codici modificati per omocodia. Per la verifica completa ricalcola il codice qui sopra e confronta il risultato.
Che informazioni si possono dedurre dal codice fiscale di una persona?
Data di nascita, sesso e comune o Stato di nascita si leggono direttamente. Cognome e nome no, le tre lettere sono compatibili con molti nomi diversi. Il codice non contiene invece nulla su residenza, reddito, cittadinanza o stato civile.